I MITI DEL 900 - SERIGRAFIE
Il cinema è stato indubbiamente l'arte che meglio ha saputo incarnare la grande svolta che il Novecento ha rappresentato nella storia dell'uomo, non solo per la modernità tecnologica dei suoi mezzi, ma anche, e in senso più profondo, perché ha saputo dar voce e influenzare una nuova società con diverse esigenze estetiche. Il cinema è stato il mito e il rito di una nuova umanità, di una nuova forma di comunione sociale nell'era dell'avvento della massa. Dopo la nascita della fotografia si iniziò a studiare la riproduzione del movimento in scatti consecutivi, si iniziarono a cercare modi di proiettare fotografie in successione, in modo da ricreare un'illusione di movimento estremamente realistica. Si pensava al futuro, si pensava al Cinema. Si inizia ad imporre il concetto di film come racconto, come romanzo visivo: lo spettatore viene portato al centro del film e vi partecipa con l'immaginazione, esattamente nello stesso modo in cui, leggendo un libro, si ricostruiscono con l'immaginazione tutti i dettagli non scritti delle vicende narrate. E come nella narrativa, iniziano a emergere anche nel cinema dei generi ben precisi: l'avventura, il giallo, la commedia, etc., tutti con delle regole stilistiche ben precise da seguire. In breve tempo fra Los Angeles e New York si riuniscono una serie di case di produzioni cinematografiche, è così che nasce Hollywood e l'aurea mitica che tutt'oggi la circonda. Nel '47 infatti il cinema, in particolare quello di Hollywood, viveva uno dei periodi di suo massimo splendore, anche e soprattutto dal punto di vista commerciale e dunque come fenomeno della comunicazione di massa. Ciò in gran parte anche a causa dello "star system" sul quale il cinema si era molto presto basato, cioè sul verificarsi e potenziarsi del fenomeno del divismo. Il successo del cinema e in particolare l'estendersi del divismo cinematografico ne determinano, almeno per un certo periodo, l'egemonia su altri Media; anzi fanno sì che il film non sia soltanto quell'opera audiovisiva, quell'insieme di immagini e di suoni impressi su pellicola e tecnicamente riproducibili, ma sia qualcosa di più complesso e indefinito grazie a una serie di aspetti massmediologici collaterali. Si innesca un meccanismo nell'immaginario collettivo per il quale il cinema diventa la realtà quotidiana da vivere con normalità. Ci si interessa sempre più alle vicende private degli attori: questo è un fenomeno ancora attuale e che si lega alla caratteristica propria del divismo cinematografico, che è quella di legare attore e personaggi a tal punto che per il pubblico l'attore continua a vivere i suoi personaggi anche nella vita privata. Ed ecco allora che, su schemi riconducibili a quelli della fiaba i principi e le principesse del mondo del cinema sono protagonisti, basti pensare a Marilyn Monroe e John Kennedy, Grace Kelly e Ranieri di Monaco; coppie celebri che hanno segnato un'epoca. Ma è solo negli anni '50 che si fanno largo nuovi artisti che stravolgono il normale modo di fare cinema, e anche la concezione del "divismo" cambia, come nel caso dei più sanguigni Marlon Brando e Al Pacino, che portano sullo schermo un modo più reale di rappresentare la realtà. Gli anni trascorrono e intorno agli anni '60 ormai la vecchia Hollywood non è che un ricordo, e il "New Cinema" si fa strada criticando ipocrisie e pudori della vecchia America, per opera di registi audaci e di attori come Robert De Niro. Oggi il cinema rappresenta la modernità, l'autentico "occhio del Novecento".
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