ASTRAZIONE. TUTTA AL FEMMINILE
Periferie
L'arte di Anna Borghi è puramente lirica: non essendoci comprensione figurativa, le opere inducono alla memoria, al sogno, al viaggio e rappresentano piccoli frammenti di visione dell'artista. Il suo è un linguaggio forte con una piena consapevolezza espressiva e riconoscibilità. Il tema prescelto è quello delle periferie che rassomigliano alle periferie storiche di Sironi. Ne condivide la stessa visione soggettiva del paesaggio, volta a dare un'interpretazione introspettiva della realtà, ma con maggiore astrazione. Le sue rappresentazioni godono di un elevato equilibrio compositivo con un giusto bilanciamento dei colori del bianco e del nero e un evidente contrasto tra essi. Nei suoi quadri i tagli trasversali sezionano la superficie in settori; sono accompagnati da un'arte isitintiva, materica, gestuale, corposa. Usa una tecnica pittorica estremamente personale: la tempera all'uovo per rendere i toni più trasparenti e corposi.
Giorno 4. Genesi. Immaginazione astrale
Il quarto giorno Dio disse: "Ci siano luci nel cielo per distinguere il giorno dalla notte, per scandire gli anni, le stagioni e i giorni". Nacquero così il sole, la luna e le stelle. Parole di Karen Thomas: "Il tema biblico, specie della Genesi, mi sta particolarmente a cuore. Sono pagine bellissime che seducono tanto i credenti quanto gli atei. La Bibbia è il libro più letto del mondo perchè è pieno di meraviglie. Io credo in Dio, leggo volentieri la Bibbia e ne resto sempre affascinata. I sette giorni della creazione possono essere come i miliardi di anni che si ipotizzano per l'eta' dell'universo: il tempo di Dio non è il tempo dell'uomo. L'idea della luce, del caos primordiale sono tutti concetti molto affascinanti per un'artista proprio per la loro energia. Nel caos ci sono poi tutte le forze negative e positive, le energie in potenza che si possono ancora sviluppare". Nell'opera Giorno 4 Genesi. Immaginazione astrale vi e' l'alternanza della figurazione e dell'astrazione, del definito e dell'indefinito, poiche' la Thomas si definisce una neoepressionista figurativa/astratta. In altri termini, come rivela lei stessa, ha cercato e cerca di superare la sfera del reale per andare oltre l'ovvieta' del visibile, ma sempre partendo dal visibile. Questo lavoro della Thomas ha una grandissima forza materica e per aggiungere maggiore fisicita' agli astri utilizza addirittura materiali extrapittorici, tra cui la polvere di metalli preziosi e altro ancora. Tutto ruota intorno a questa idea di fascinazione della luce. E' con abissale complessita' che tenta di rappresentare proprio il principio del moto incessante dei pianeti e la pittrice grazie all'immediatezza dell'impulso e' come se fosse riuscita ad avvicinarsi alla luminosita' irradiata dal sole e dalle stelle.
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